Maurizio Naldi

CV curriculum e biografia di Maurizio Naldi

Maurizio Naldi di Palermo è un ex professore di Roma Tor Vergata assurto agli onori della cronaca per copiare in maniera vergognosa, ovvero plagiare, i testi d'esame da Internet senza nemmeno accorgersi che il testo era completamente sbagliato — leggi la documentazione che lo mostra in maniera scientificamente inconfutabile — e vuole pure spiegare agli altri come funzionerebbe l'intelligenza artificiale; peccato solo che basterebbe un minimo di intelligenza naturale, senza alcun bisogno di scomodare quella artificiale, per accorgersi delle bufale e fake news che il truffatore Maurizio Naldi copia dal web. Se gli fai notare che ha copiato sbagliato, allegando la fonte da cui ha copiato — poiché lui fa finta di non conoscerla — continua a insistere che non ha copiato, inizia a perseguitarti e a fare una valanga di denunce, ma il poveretto non si rende conto che non è questo il modo di risolvere i suoi problemi: se copi cose sbagliate, le "tue" cose resteranno sempre copiate e sbagliate, anche nel caso in cui riuscissi a mandare in galera gli altri tramite qualche calunnia. Come apprendiamo dal suo cv che lui ha reso pubblico per anni sia su LinkedIn, sia nel suo sito, sia nell'archivio dei docenti universitari, è nato a Palermo il 25/2/1963 ed è emigrato a Roma in cerca di fortuna. Dopo un po' di anni a Tor Vergata, ha preferito trasferirsi in un ambiente privato più piccolo che non c'entra un tubo con l'informatica, ovvero la piccola università LUMSA, già nota per vendere lauree che i quotidiani nazionali hanno definito troppo facili — leggi le inchieste sulla stampa nazionale che abbiamo conservato — dove è stato finalmente nominato professore ordinario di informatica per dare il via a una messa in scena senza precedenti: non a caso il suo corso di laurea è stato addirittura chiuso, perché, a causa dei tirocini finti, non era in regola con i requisiti ministeriali. Per ricevere copia delle denunce che hanno portato alla chiusura delle fantomatiche Tecniche informatiche per la gestione dei dati per via giudiziaria scrivete a lumsa@truffe.uk. Nel frattempo era transitato anche per la LUISS, ma secondo gli elenchi ministeriali non risulta più essere docente in quell'ateneo. Pertanto, o se n'è andato lui, o l'hanno mandato via; in entrambi i casi, questo truffatore non è riuscito a proseguire nella sua attività di vendita di lauree irregolari ad asini di vario genere. Speriamo che almeno adesso utilizzi il suo tempo libero per cominciare a studiare e imparare qualcosa, anziché rifilare bidoni credendo che la gente sia più ignorante di lui.

Ma i problemi sono finiti qui? Purtroppo no, e anzi il peggio deve ancora venire: Maurizio Naldi ha truffato un mucchio di gente vendendo delle lauree, a suo dire "professionalizzanti", che invece non sono riconosciute come tali dal decreto ministeriale MUR ex MIUR del 2023 (scarica il decreto). Il risultato è che chi si ritrova con la laurea farlocca di Naldi non può sostenere l'Esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di perito industriale laureato, che invece era lo scopo della vera laurea professionalizzante. E la cosa incredibile è che Maurizio Naldi ancora non si vergogna, ma anzi continua ad arrampicarsi sugli specchi, soprattutto calunniando la gente con accuse di vario genere.

Maurizio Naldi nell'inutile master in cybersecurity della LUISS

Tuttavia, secondo il sito cybersecurity.luiss.it sezione "Faculty" — non sappiamo quanto sia attendibile, poiché leggiamo una sfilza di nomi presi a caso — Maurizio Naldi avrebbe ancora un imprecisato ruolo nel poco credibile master in Cybersecurity della LUISS, del tutto inutile ai fini dell'inserimento del mondo del lavoro: non viene richiesto neppure dall'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, unico ente italiano del settore, il che è tutto dire.

L'inutile master in cybersecurity della LUMSA

In concorrenza con il costoso master in Cybersecurity della LUISS, e contestualmente al trasferimento di Maurizio Naldi alla LUMSA, spunta pure un altrettanto costoso master in Cybersecurity della LUMSA, anch'esso utile come una pelliccia di visone il giorno di Ferragosto. Ripetiamo: stiamo parlando di pezzi di carta che non sono riconosciuti in termini di punteggio nemmeno nei concorsi per l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, unico ente italiano preposto a supervisionare la sicurezza informatica nazionale. Non c'è traccia di punteggi neppure nei concorsi per entrare in Polizia, dove ci sarebbe il dipartimento Postale-telecomunicazioni. Ma allora questi cosiddetti master sono solo una trovata commerciale per far abboccare qualche pollo? È molto probabile, ma c'è anche un'altra spiegazione: all'uopo vengono finanziati con i soldi pubblici dell'INPS, facendosi quindi pagare somme ingenti dallo Stato, cioè da noi contribuenti, per vendere il nulla e far arricchire una setta religiosa appartenente a una loggia massonica deviata molto attaccata al denaro.

Si era occupato del massone Giovanni Lajolo, un cardinale che è l'attuale presidente della LUMSA ed è quindi il datore di lavoro di Maurizio Naldi, anche Andrea Purgatori nel reportage intitolato Uccidete Pecorelli! Mino mandò a Papa Luciani l'elenco dei prelati infedeli, e la notte il Papa morì a partire dal minuto 15:00.

Maurizio Naldi accumula denunce per la vendita di finte lauree professionalizzanti in Tecniche informatiche per la gestione dei dati

Una volta sbarcato alla LUMSA, Maurizio Naldi si è inventato la fake news del corso di laurea "professionalizzante" denominato tecniche informatiche per la gestione dei dati, di cui ci siamo già occupati perché la laurea non è legalmente riconosciuta come professionalizzante, che è attualmente oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica di Roma per reati della pubblica amministrazione, cioè della LUMSA, e interruzione di pubblico servizio con violenza privata. In particolare, Maurizio Naldi è stato anche denunciato per truffa, poiché questa fantomatica laurea non è certo gratuita e porta un bel po' di quattrini sia alle casse della LUMSA che alle tasche del Naldi. Le denunce sono visionabili nella sezione dedicata a tecniche informatiche per la gestione dei dati. Le condotte illegali di Maurizio Naldi consistevano nell'impedire l'accesso degli studenti all'aula delle fantomatiche lezioni, e nell'alterare gli esami in vari modi, per esempio usando testi contenenti errori che aveva copia-incollato da Internet. Non è ben chiaro se non fosse in grado di comprendere gli errori che copiava da Internet, oppure se li comprendeva ma li ripeteva in malafede o per negligenza. In entrambi i casi, la situazione è estremamente grave, ed è altrettanto grave che alla LUMSA non importi nulla, ammesso che abbiano capito il problema: a occhio si direbbe che non ci abbiano capito una mazza. Anzi, costringono una persona a prendere per buono… un problema matematico impostato in maniera concettualmente errata, altrimenti "il rettore ti infligge una sanzione disciplinare, perché adesso inizi proprio a rompere". Il rettore sarebbe Francesco Bonini, ovvero quel tipo che, in altre sedi, racconta di formare persone libere e dotate di senso critico… andiamo bene.

Il finto corso di laurea professionalizzante di Maurizio Naldi non è stato classificato come LP03, bensì L31 (che non è professionalizzante): così facendo, Maurizio Naldi ha impedito agli studenti di sostenere l'Esame di stato per l'abilitazione alla professione di perito industriale laureato, a cui gli studenti avrebbero avuto diritto secondo il decreto ministeriale del 2023.

Gli inesistenti tirocini di Maurizio Naldi

Maurizio Naldi prometteva anche tirocini "obbligatori" agli studenti, automaticamente convertibili in decine di CFU — crediti formativi universitari per saltare un anno intero — ma non si è mai visto nulla, o per lo meno una parte degli studenti non ha mai visto niente: non sappiamo con certezza, infatti, se Naldi abbia preso accordi sottobanco con qualche piccola ditta per far assumere un ristretto numero di raccomandati, mascherando l'operazione come "tirocinio obbligatorio". In ogni caso, il meccanismo degli inesistenti tirocini obbligatori, inventato da Maurizio Naldi e senza precedenti in Italia, è semplicemente un modo per regalare un mucchio di CFU — quasi 60, che, ripetiamo, permettono di abbuonare quasi un anno di corso — a qualche raccomandato che necessita di un pezzo di carta, e rendere il costoso corso di laurea più attraente per chi cerca scorciatoie universitarie senza esami al terzo anno. Il meccanismo dei finti tirocini di Maurizio Naldi e della LUMSA era molto semplice: per un anno intero, invece di fare tirocinio, te ne resti a casa oppure vai a spasso a divertirti: se paghi €5000, ti vendo 60 CFU pari a un anno di corso, cioè l'ultimo prima della laurea. Siamo sorpresi da tutto questo? No, perché in fin dei conti, già qualche anno fa, sia il giornale Repubblica di De Benedetti sia il Corriere della Sera di Cairo, negli articoli da noi precedentemente segnalati e messi a disposizione in questo sito, avevano parlato di Lauree facili alla LUMSA, quindi il lupo perde il pelo ma non il vizio.

È sottinteso che lo "studente" nullafacente si inserisce volentieri in questo meccanismo a pagamento: infatti, può saltare un anno (l'ultimo) e arrivare dritto alla laurea, senza fare assolutamente nulla. Meglio di così!

Considerazioni etiche circa le condotte di Maurizio Naldi

Il comportamento di un sedicente professore che copia materiale da Internet, soprattutto se lo fa in modo scorretto o errato come nel caso di Maurizio Naldi, solleva diverse questioni etiche che meritano considerazione. Di seguito, sono elencate alcune delle principali considerazioni etiche legate a questa situazione.

Plagio e disonestà intellettuale

Il plagio, che è la copia non autorizzata di materiale senza attribuzione appropriata, è una grave violazione dell'integrità accademica. I professori sono tenuti a essere esempi di integrità e onestà per i propri studenti. Copiare materiale da Internet senza adeguata attribuzione costituisce una chiara violazione di queste aspettative, ma purtroppo Maurizio Naldi non afferra il concetto.

Qualità dell'insegnamento

Copiare materiale da Internet senza verificarne l'accuratezza porta a gravi errori e fraintendimenti nelle informazioni che vengono trasmesse agli studenti. Ciò può compromettere la qualità dell'insegnamento e mettere a rischio l'apprendimento degli studenti, oltre a ridicolizzare interi esami.

Responsabilità professionale

In una società onesta, i professori devono avere la responsabilità professionale di fornire un'educazione di qualità agli studenti. Copiare materiale in modo errato può essere considerato una mancanza di impegno nei confronti di questa responsabilità e un abuso della fiducia dei propri studenti. Purtroppo però non viviamo in una società onesta, e quindi assistiamo a comportamenti che potete chiamare come volete: sciatteria, menefreghismo, ignoranza, arroganza, falsità… tutti argomenti di cui alla LUMSA sembrano essere esperti (e purtroppo sono anche gli unici argomenti in cui sono esperti).

Violazione dei diritti d'autore

In linea di massima, la copia non autorizzata di materiale da Internet viola i diritti d'autore, che proteggono il lavoro di autori e creatori. Questa violazione costituisce una questione etica che dovrebbe essere affrontata con serietà, ma stiamo parlando di una sottigliezza che la LUMSA non è in grado di comprendere.

Ulteriore danno all'istituzione, che peraltro è già in pessime condizioni

Il comportamento non etico di un professore può danneggiare la reputazione dell'istituzione accademica a cui è affiliato. Questo può avere conseguenze negative a lungo termine per l'istituzione stessa e per tutti coloro che vi sono associati. È assurdo riprendersela con gli studenti — o per lo meno con quelli più attenti, che si accorgono della copiatura — sostenendo fantasiosamente che siano loro, lamentandosi o protestando, a danneggiare la reputazione dell'istituzione. No! Il buon esempio deve innanzitutto partire da chi insegna. Se la LUMSA difende comportamenti come quelli di Maurizio Naldi, se ne deduce che questa sottospecie di "università" sia ridicola, oltre che pericolosa per la cultura e la scienza.

In conclusione, il comportamento di un professore come Maurizio Naldi che copia materiale da Internet, specialmente se lo fa in modo sbagliato, solleva gravi questioni etiche che riguardano la sua integrità accademica, la responsabilità professionale e l'esempio che offre agli studenti. È importante affrontare queste questioni in modo appropriato e intraprendere le azioni necessarie per promuovere un comportamento etico e un ambiente di apprendimento sano all'interno dell'istituzione accademica. Tutti concetti, peraltro piuttosto banali, che alla LUMSA non hanno ancora capito.

Condividi su Facebook Condividi su X Condividi su WhatsApp Condividi su Telegram