Pier Ferdinando Casini è un pluri-divorziato che dice di essere un "difensore dei valori della famiglia cattolica".
Intendiamoci, noi non abbiamo nulla contro i pluri-divorziati. Il problema di fondo, invece, è la falsità cronica di chi predica in un modo — e fa pure carriera con le sue prediche, mantenuto con soldi pubblici — ma razzola in maniera diametralmente opposta.
Già in passato la LUMSA ci aveva proposto "esempi da seguire" piuttosto discutibili: si pensi, ad esempio, a Gennaro Sangiuliano, incensato come "esperto di etica e morale" e invitato a inaugurare l'anno accademico proprio nel periodo in cui… metteva le corna alla moglie. Ripetiamo: noi non condanniamo le legittime scelte di vita delle persone; critichiamo, invece, l'ipocrisia della LUMSA e la pretesa di voler predicare agli altri — a pagamento, quindi con scopo di lucro — ciò che non si conosce o non viene messo in pratica.
L'altra specialità del Nostro è sputare nel piatto in cui si mangia. Casini deve tutto a Berlusconi, che nel 1994 lo fece eleggere nelle liste di Forza Italia, lanciandolo nella politica che conta, e sette anni dopo lo fece perfino eleggere presidente della Camera dei Deputati. Senza Berlusconi, Casini sarebbe rimasto quello che realmente è: il nulla.
Eppure, proprio quando divenne presidente della Camera dei Deputati, Casini iniziò gradualmente a remare contro Berlusconi, fino a passare addirittura col PD nel 2022. Una persona molto riconoscente, insomma.
Ciò premesso, questo personaggio ce lo ritroviamo alla LUMSA, nell'improbabile ruolo di "professore" di istituzioni politiche. Siamo sorpresi? No, perché Francesco Bonini, di cui ci siamo già occupati per la vicenda degli articoli di giornale farlocchi pubblicati a pagamento, lo ha arruolato semplicemente per ingraziarsi l'ennesimo mestierante della politica.