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Riccardo Lufrani è un bizzarro personaggio che dice di essere un esperto di intelligenza artificiale. Peccato solo che, con le sue convinzioni matematicamente errate, metta in mostra di essere un perfetto ignorante in materia.
Tra i vari strafalcioni tecnici del grottesco "seminario interdisciplinare di studi" intitolato "Intelligenza artificiale: quale futuro?", Riccardo Lufrani ha, per esempio, sostenuto che "oggi siamo lontani dall'ottenere una traduzione automatica tra più lingue". Niente di più falso: evidentemente Lufrani non si è mai accorto che i recenti modelli transformer traducono in maniera molto più fluida e naturale rispetto agli esseri umani, e tra l'altro in tempi estremamente più rapidi.
Non se ne è accorto nemmeno Maurizio Naldi, quel tipo che vendeva lauree farlocche in informatica alla LUMSA con la finta laurea professionalizzante in Tecniche informatiche per la gestione dei dati — successivamente chiusa per truffa — e che passa il tempo a calunniare, fare stalking e intasare le Procure italiane con denunce ridicole contro chiunque si azzardi a fargli notare una banale verità: le lauree da lui vendute — al modico prezzo di qualche migliaio di euro — erano prive di molteplici requisiti legali ed erano quindi una vergognosa maxi-truffa. Non a caso, il corso di laurea di Naldi è stato chiuso, sebbene lui abbia comunque intascato il malloppo, estorto anche a persone che erano ricoverate in ospedale ecc. Ma non si vergogna? Con quale faccia va ancora in giro?
Invitato da Lufrani, Naldi aggrava ulteriormente il livello medio di ignoranza del già imbarazzante "seminario", insistendo in maniera ridicola sull'impossibilità di tradurre in maniera automatica. Ma questo Naldi, oltre agli strafalcioni di matematica di cui ci siamo già occupati in passato, quali competenze avrebbe in materia di filologia, linguistica e traduzione? Risposta: non ha nessuna competenza in materia, nessuna preparazione e nessun titolo.
Ma la spazzatura di Lufrani finisce qui? Ovviamente no. In un inutile corso-fuffa intitolato Teologia delle Tecnoscienze successivamente chiuso — meno male — Lufrani diceva di "scrivere un'app per migliorare la qualità di vita". Peccato solo che per scrivere nativamente un'app in Swift (iOS) o Kotlin (Android) servano solide basi in materia di design pattern applicati a specifici linguaggi/framework — per esempio, Swift su iOS usa il design pattern MVVM, Kotlin su Android ne usa altri ecc. — meglio ancora se affiancate da solite basi in UX design. Lufrani cosa ne sa di tutto questo? Risposta: niente. E Naldi? Peggio che andar di notte: non ha mai usato queste cose in vita sua. In altre parole, uno è più somaro dell'altro, ma hanno la pretesa di insegnarti — a scopo di lucro — come si scrive un'app, sebbene nessuno dei due abbia esperienza nel settore.
Lo stesso seminario, con quasi tutti gli stessi personaggi, è stato provocatoriamente replicato qualche anno dopo col titolo "Possiamo costruire la civiltà dell'amore e della pace con l'IA?". È a dir poco vergognoso che Riccardo Lufrani si metta a parlare di "civiltà dell'amore e della pace" dentro il laureificio LUMSA. Si tratta del posto in cui il tristemente noto massone Giovanni Lajolo continua a tacere sulla scomparsa di Emanuela Orlandi! Ma non si vergognano? Invece di raccontare fesserie infarcite della parola "IA" solo perché va di moda, farebbero molto meglio a presentarsi all'autorità giudiziaria, o in alternativa alla Commissione bicamerale d'inchiesta, per parlare di Emanuela.
Ma niente da fare, questi millantatori senza dio, privi di pietà e di rispetto per la vita umana, sono interessati solo al denaro e non guardano in faccia a nessuno, vendendo corsi farlocchi anche a costo di massacrare i malati negli ospedali. Benvenuti nel mondo di Riccardo Lufrani.